Le storie del cuore della cuccia

UNA STORIA CHE FA STRINGERE IL CUORE
Vivevano una per l’altra, isolate dal mondo, rifiutando qualsiasi relazione sociale; entrambe anziane, erano a proprio agio solo nella loro casa, che condividevano da anni. Non avevano amici né parenti che frequentavano, erano sempre e solo loro, insieme. Poi un giorno l’anziana signora se ne è andata, in casa vicino alla sua amata cagnolina. E lei non si è mossa da quella stanza per 5 giorni, non ha abbaiato, in silenzio aspettava che si alzasse, per la solita carezza, la solita ciotola o forse sperava solo di spegnersi anche lei e raggiungerla subito. L’hanno trovata i parenti. Un nipote ha chiamato La Cuccia per il recupero della cagnolina. Non voleva lasciare quella stanza, si rifugiava sotto il letto, cercava addirittura di mordere per non andare via da quello che era il suo amato mondo. Ma non c’era alternativa, con calma e pazienza i volontari dell’associazione l’hanno avvolta in una coperta, in un abbraccio. E’ arrivata in Cuccia. Nessuno sapeva il suo nome, così è stata chiamata con il nome della padrona, Delfina. E’ stata in una stanza presso il rifugio con il suo dolore e la sua paura per tre giorni, acciambellata su un pezzo di stoffa portato via insieme a lei da quella casa. Dopo vari appelli, Delfina ha trovato una splendida famiglia che si è occupata di lei offrendole un di nuovo amore e una nuova vita.

PENELOPE
Penelope è una dolce gattina di 20 anni, vissuta da randagia presso una colonia. Un’ estate è stata molto male ed è stata portata al rifugio La Cuccia. Curata e guarita ma ormai cieca e bisognosa di un controllo costante, non è potuta tornare alla sua colonia. Dopo numerosi appelli, malgrado l’età e la malattia, è stata adottata e amata per il tempo che le restava da vivere.

DEN, IL PASTORE TEDESCO SALVATO DA UN MALTRATTAMENTO
La prima volta che i volontari de La Cuccia hanno conosciuto Den, era lo scorso inverno a seguito di una segnalazione di una ragazza, nel periodo più freddo dell’anno: era legato ad una recinzione di una fabbrica in piena bora senza un riparo con una grossa carriola piena di acqua trasformata in ghiaccio che Den disperatamente raspava per poter bere. Lasciato così giorno e notte con qualsiasi tempo. Naturalmente sempre solo, mangiando forse una volta al giorno. La situazione è stata segnalata ai vigili che dopo ripetuti sopralluoghi, ne hanno ordinato il sequestro. La ragazza ha seguito Den fino in Cuccia dove ha iniziato insieme a lei un percorso di conoscenza e di riabilitazione, seguiti dall’educatrice e dal veterinario comportamentista. Den aveva subito pesanti privazioni psico – fisiche che naturalmente hanno portato a delle conseguenze: non sapeva mangiare né bere in una ciotola, distruggeva qualsiasi cosa presente nel box (cuccia, coperte, pedane, ciotole di plastica, qualsiasi gioco), era aggressivo con gli altri cani, era assolutamente pericoloso portarlo in passeggiata a causa della sua grande forza. Era inoltre positivo alla filaria. La ragazza è entrata nella squadra dei volontari, sacrificando le sue ore libere e le sue vacanze per dedicarsi a lui: un lento e faticoso percorso durato più di un anno che ha portato, sotto gli occhi strabiliati degli altri volontari, a concreti risultati. Purtroppo però le sfortune di Den non erano finite: a primavera faticava a camminare, cedendo con le zampe posteriori. Anche questo conseguenza di anni vissuti nel freddo e nel disagio, ha dovuto subire una costosissima operazione al ginocchio, con la messa in loco di una protesi, inevitabile se si voleva evitare la paralisi. Anche in questo caso il suo angelo di volontario non l’ha mai abbandonato: ha dormito con Den in Cuccia per i primi giorni dopo l’operazione per evitare che facesse dei movimenti bruschi che avrebbero annullato l’intervento. Den ora vive accanto al suo grande amore che segue senza sosta con sguardo riconoscente condividendo addirittura la casa con dei gatti. Questa volontaria ha vissuto una delle esperienze più toccanti e formative della sua vita, dimostrando con tanta determinazione e serietà che l’amore vince e che niente con il cane è impossibile!

LELLA
Lella è arrivata a La Cuccia che aveva 40 giorni e non pesava neanche 3 etti: era uno scheletrino senza forza. La signora che l’ha portata in sede era addirittura convinta che per evitare altra sofferenza fosse preferibile l’eutanasia. I volontari l’hanno accolta, imboccata, scaldata e messa in una cuccia accogliente e pulita. Ma le speranze di trovarla viva la mattina dopo erano davvero poche. E invece la sua voglia di vivere ha vinto: sono stati organizzati i turni in modo che potesse mangiare più volte al giorno sempre imboccata. Dopo 10 giorni pesava già mezzo chilo e mangiava da sola. Ma non aveva solo una gran voglia di vivere . . . era chiamata dai volontari il cangatto, rispondeva al richiamo, veniva incontro quando aprivi la sua stanza e ti seguiva come un cagnolino. Dopo un appello sul giornale, questo scricciolo davvero speciale ha trovato una bella famiglia dove vive amata ancora adesso.

PRUGNA
Prugna quando è arrivata in sede aveva solo 2 mesi, era una bellissima gattina ma appena più grande avrebbe dovuto subire l’amputazione della zampina anteriore. Era stata trovata in mezzo ad una strada immobile e terrorizzata, probabilmente appena investita. Portata a La Cuccia, purtroppo la visita dal veterinario non aveva dato molte speranze: la zampa che trascinava non rispondeva a nessuno stimolo, sarebbe stata da amputare. La vita in rifugio sarebbe stata pericolosa: nel post operatorio la ferita era a rischio di infezioni. Anche una vita a tre zampe in mezzo a tanti altri gatti non sarebbe stata affatto semplice. Prugna ha trovato una famiglia che l’ha accolta subito dopo l’intervento e che si è occupata della sua guarigione. Ora vive una vita serena e normalissima malgrado abbia solo tre zampe!

SOFIA
Chi ha adottato Sofia è una persona speciale, che è stata pronta ad un gesto per niente scontato. Sofia è vissuta in Cuccia fin da cucciola. A causa del carattere timido, non è stata mai adottata. A un certo punto ha avuto problemi renali ed è stata molto male. Viveva in una stanza senza poter stare insieme agli altri gatti, dovendo mangiare solo cibo speciale perchè qualsiasi altra cosa era per lei veleno. In qualsiasi altro posto in Cuccia avrebbe trovato sempre del cibo a disposizione. Sofia era però abituata alla compagnia, ad ambienti più ampi di una stanza. Si rifiutava di mangiare ed era sempre più apatica. Si stava lasciando andare. Serviva un’adozione urgente. Ma chi era disposto ad adottare una gattina malata destinata a mangiare cibo specifico e costoso e con alta probabilità di spese veterinarie? Eppure questa persona speciale esiste ed ora Sofia vive con lei. Ha ricominciato a mangiare e a chiedere timidamente le coccole.

LA CARICA DEI 159
Sono arrivati una sera, prima 70 poi tutti gli altri. Si tratta di cuccioli di razza sequestrati a persone senza scrupoli che li trattano come oggetti di poco conto. Ammassati nei camion, piccoli, troppo piccoli, sporchi, malnutriti e assetati. Per i volontari è stata una corsa contro il tempo, nottate in bianco, tanto dolore e tantissima rabbia per quelli che non ce l’hanno fatta. L’associazione si è occupata di accogliere alcuni cuccioli provenienti dall’est e sequestrati dalle Guardie Forestali e dalla Finanza. Dopo tre settimane di cure assidue, 130 cuccioli sono stati tutti felicemente adottati.