La sterilizzazione del gatto

micioUna scelta responsabile
Si stima che una gatta in soli cinque anni riesca a dare origine ad una dinastia di migliaia di discendenti. La sterilizzazione contribuisce a far vivere più a lungo e in migliori condizioni di salute l’animale ed è uno strumento indispensabile per contrastare il randagismo.
Se sterilizzi il tuo animale darai una possibilità in più agli animali abbandonati di trovare una casa che li accolga.
Non si tratta di una scelta costosa: le spese sostenute per le varie gravidanze e per il mantenimento dei cuccioli sono a lungo termine superiori rispetto al costo dell’intervento.
Con la sterilizzazione vengono eliminati comportamenti indesiderati legati al calore (miagolare incessante, urinare in giro per casa…) a patto che l’intervento venga eseguito all’età giusta, in caso si attenda troppo si rischia che tali comportamenti permangono. Dopo la sterilizzazione il gatto si allontana meno da casa, riducendo così il pericolo di contrarre alcune pericolose malattie. La sterilizzazione precoce nella gatta riduce lo sviluppo dei tumori mammari e dell’utero, e di altre malattie legate al malfunzionamento delle ovaie, inoltre si evitano sofferenze al gatto e alla gatta, che desidera accoppiarsi ma non può perché gli viene impedito.
Il momento migliore per sterilizzare la gatta è quando si presenta il primo calore, ma questo non è indispensabile, di recente si è scoperto che più precocemente si effettua l’intervento, che però non deve essere eseguito prima dei 6 mesi di età, e più diminuiscono i rischi di future malattie dell’apparato riproduttore. Nei gatti maschi, la castrazione viene consigliata dagli 8 mesi di età.
Il gatto deve restare a digiuno a partire da 8 -10 ore prima dell’intervento, toglietegli anche la ciotola dell’acqua 2-3 ore prima. L’operazione verrà fatta in anestesia totale. Quando verrà dimesso potrebbe essere già sveglio o ancora barcollante per via dell’anestesia. Tenetelo in un posto tranquillo, non fatelo saltare per evitare il rischio che si aprano i punti e tenetelo a digiuno fino al giorno successivo all’intervento. Il veterinario prescriverà un antibiotico e vi consiglierà come disinfettare la ferita. E’ importante che il gatto non lecchi la ferita, poiché con la sua lingua ruvida ritarderebbe la chiusura della ferita e con la saliva la infetterebbe, quindi è meglio mettergli un collare elisabettiano. Questi sono consigli generali, in ogni caso sarà il vostro veterinario a dirvi come dovete comportarvi prima e dopo l’intervento. Se il gatto è in perfette condizioni di salute e non è allergico all’anestesia non corre nessun pericolo nell’effettuare l’operazione.

L’ intervento
Nella gatta verrà praticata un incisione di pochi centimetri sulla pancia, verranno trovate le ovaie (oppure utero e ovaie), si chiuderanno i vasi sanguigni che le irrorano per evitare emorragie, e si esporteranno le ovaie. L’intervento dura circa dai 14 ai 40 minuti e il taglio praticato verrà chiuso con alcuni punti di filo o con “graffette metalliche”, che verranno levati dopo 8-10 giorni.
Le tecniche più utilizzate sono tre:
OVARIECTOMIA: si esportano solo le ovaie , in questo modo la gatta non andrà più in calore.
OVARIOISTERECTOMIA: si esportano sia le ovaie sia l’utero. E’ un intervento più complesso e sarà il veterinario a decidere se adottare questa tecnica.
SALPINGECTOMIA o LEGATURA DELLE TUBE : vengono esportati i condotti che portano gli ovuli dalle ovaie all’utero, in questo modo la gatta continuerà ad andare in calore ma non potrà rimanere incinta.
Nel gatto viene incisa la pelle che contiene i testicoli (scroto) e anche in questo caso vengono chiusi i vasi che portano nella zona il sangue, poi vengono esportati i testicoli. Molti veterinari non applicano nessun punto poiché la ferita è così piccola che si chiude da sola il giorno dopo.
Nei maschi gli interventi possono essere di 2 tipi:
ORCHIECTOMIA: esportazione dei testicoli. In questo caso il gatto non manifesterà più il comportamento sessuale.
VASECTOMIA: chiusura dei condotti che permettono agli spermatozoi di uscire dai testicoli. In questo caso il gatto rimane sterile ma conserva l’istinto di accoppiarsi.